Se il micio si sveglia all'alba e pretende cibo e coccole

Se il micio si sveglia all'alba e pretende cibo e coccole

«Per tutto il giorno, il mio gattino è un gran coccolone e un dormiglione di prima categoria, ma alle 5 della mattina, ogni giorno, salta sul letto carico di energia. Come si fa a convincerlo ad aspettare almeno le 7?». Agguati ai piedi – che sbuchino o meno dalle lenzuola -, corse matte sulle coperte, e – nella migliore delle ipotesi – tanti «bacini» e fusa rumorose, finché il suo bipede non si risolve ad alzarsi e a piegarsi ai suoi desideri.

Giocare o mangiare sono le richieste più frequenti del mattiniero amico peloso e, una volta soddisfatte quelle, spesso il micio torna sul suo cuscino preferito a pisolare come se nulla fosse. Ma per chi si deve alzare per andare a lavorare, questa abitudine diventa presto antipatica.
A scatenarla è l’istinto primordiale del gatto: cacciatore per natura, «sa» che il momento migliore per acchiappare una buona preda è l’alba. E in assenza di quella, un piede (ma anche le mani) andranno più che bene. Un’altra possibilità è che, in effetti, abbia fame, magari perché mangia presto la sera. In questo caso, la soluzione è già pronta: preparargli la ciotola prima di andare a dormire o lasciare sempre acqua e crocchette a disposizione gli permetterà di fare uno spuntino appena inizierà ad avvertire i primi languori e il vostro sonno proseguirà tranquillamente.


Se la richiesta è invece di giocare, e durante il giorno il gatto è spesso solo, sarà necessario aumentare il tempo dedicato a lui in modo che possa sfogare lo stress accumulato, «stancarsi» mentalmente e soddisfare il suo desiderio di interazione. Ma se questi comportamenti fossero stati involontariamente incentivati dai componenti della famiglia? Alzi la mano chi, vedendo un cucciolo tentare con grande fatica di arrampicarsi sul letto per giocare un po’ con i suoi amici bipedi, non si è lasciato intenerire e non l’ha aiutato ad arrivare sulle coperte coprendolo di coccole. O chi davanti alla richiesta di pappa (naturalmente con un’espressione che dice: «onestamente, umano, penso tu ti sia dimenticato di darmi il cibo, stasera…») non gli ha allungato un extra per farlo contento. Ignorare i richiami e non cedere alle richieste, anche eventualmente chiudendolo fuori dalla stanza, è invece un buon modo per insegnargli fin da subito che quei metodi non servono ad ottenere quello che vuole e a fargli capire che non siete disponibili al gioco notturno.


E se miagola? Cercate di resistere! Non avreste dormito comunque con un gatto sulla testa. Ma se, nonostante tutti i vostri sforzi di non farvi intenerire davanti alla «pucciosità» che solo un micino sa mettere in campo, non cambia nulla, potete provare a chiedere qualche consiglio al veterinario o ad un comportamentista che, con un breve colloquio, potrebbero già riuscire a capire se fate errori nel rapportarvi col piccolo felino e ad aiutarvi a correggerli. Ma gli atteggiamenti indesiderati potrebbero anche essere causati dalla noia, la soluzione è quella di giocare con lui per più tempo e dedicargli attenzioni. E se non avete la possibilità di stare con lui per il tempo necessario? Allora non resta che valutare l’adozione di un secondo felino. Nonostante il gatto per natura non «faccia branco», il rincorrersi, coccolarsi e giocare tra loro aiuta a mantenersi attivi e sereni. In questo caso, rivolgendovi con fiducia ai volontari delle associazioni del territorio avrete anche un aiuto nella scelta del micio giusto e nel suo felice inserimento a casa: un gatto occupa davvero poco posto e regala in cambio coccole disinteressate, milioni di rilassanti fusa e persino tante risate.

 Chiara De Carli

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