Messa Epifania e Angelus

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Messa Epifania e Angelus

03 Gennaio 2017

CITTA’ DEL VATICANO, 6 GEN - I Magi “sono testimonianza vivente del fatto che i semi di verità sono presenti ovunque“, e “rappresentano gli uomini di ogni parte della terra che vengono accolti nella casa di Dio. Davanti a Gesù - spiega il Papa - non esiste più divisione alcuna di razza, di lingua e di cultura” e “la Chiesa ha il compito di riconoscere e far emergere in modo più chiaro il desiderio di Dio che ognuno porta in sé: questo è il servizio della Chiesa“; “come i Magi tante persone, anche ai nostri giorni, vivono con questa inquietudine, con il ‘cuore inquietò che continua a domandare senza trovare risposte certe.” Papa Francesco, nella messa per l’Epifania nella basilica di San Pietro e nell’Angelus recitato dalla finestra dello studio su piazza San Pietro, mentre in via della Conciliazione scorrono i carri del corteo della Befana, riflette su Magi e pastori, che guardando il cielo seppero trovare la strada per Betlemme. E spiega: “annunciare il Vangelo di Cristo non è una scelta tra le tante che possiamo fare, e non è neppure una professione. Per la Chiesa essere missionaria non significa fare proselitismo; per la Chiesa, essere missionaria equivale ad esprimere la sua stessa natura: cioè essere illuminata da Dio e riflettere la sua luce, questo è il suo servizio.” Il Papa richiama dunque la Chiesa all’annuncio a tutti i popoli, senza distinzione “di razza, di lingua, di cultura“, e chiede di parlare ai tanti che “hanno un cuore inquieto.” “Quante persone - sottolinea - attendono da noi questo impegno missionario, perché hanno bisogno di Cristo, hanno bisogno di conoscere il volto del Padre.” La “sintesi della vita della Chiesa“, ecco un altro elemento della riflessione del Pontefice, è “nella semplicità di Betlemme“, e dobbiamo “decifrare i segni di Dio“, attraverso la sua luce, che è prima di tutto “misericordia.” “I pastori e i Magi - ha commentato papa Francesco - ci insegnano che per incontrare Gesù è necessario saper alzare lo sguardo al cielo, non essere ripiegati su sé stessi ma avere il cuore e la mente aperti all’orizzonte di Dio, che sempre ci sorprende, saper accogliere i suoi messaggi, e rispondere con prontezza e generosità.” E l’esperienza dei Magi “ci esorta a non accontentarci della mediocrità, a non ‘vivacchiarè, ma a cercare il senso delle cose, a scrutare con passione il grande mistero della vita. E ci insegna a non scandalizzarci della piccolezza e della povertà, ma a riconoscere la maestà nell’umiltà, e saperci inginocchiare di fronte ad essa.” (giovanna.chirri@ansa.it)

In 163 tra pisani e livornesi hanno sfidato il freddo e si sono tuffati in mare stamani a Marina di Pisa per l’ottava edizione del ‘Tuffo di Befanà, organizzata dall’associazione amici del mare, Comune di Pisa, Admo, Avis e pubblica assistenza del litorale pisano e alla fine, nonostante la pioggia del mattino, la temperatura dell’acqua, fa sapere l’amministrazione pisana, era comunque più alta rispetto a quella atmosferica: 14 gradi contro i dieci segnati all’esterno dalla colonnina di mercurio.

Dopo il tuffo la Pubblica Assistenza ha distribuito a tutti panettoni, pandori e thé caldo mentre il vicesindaco pisano, Paolo Ghezzi, anche lui tra i tuffatori, ha premiato i partecipanti più giovane e più anziano: Edoardo Carrani, 8 anni di Crespina (Pisa) ed Egisto Gassani, livornese di 75 anni.(ANSA).

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