Affiliati sul web ‘Cumps’. Comune Brancaleone in ostaggio

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Affiliati sul web ‘Cumps’. Comune Brancaleone in ostaggio

07 Novembre 2017

Un’ampia porzione del territorio della Locride, compresa tra Brancaleone, Africo Nuovo e Bruzzano Zeffirio, totalmente assoggettata ai voleri ed alle prepotenze delle cosche di ‘ndrangheta che avevano il controllo del territorio e che puntavano all’accaparramento degli appalti gestiti dai Comuni: é il quadro tutt’altro che inedito ma non per questo meno preoccupante che emerge dall’operazione «Cumps-Banco Nuovo» condotta dalla polizia e dai carabinieri sotto le direttive della Dda di Reggio Calabria.

L’operazione ha portato all’esecuzione di 46 misure cautelari, 31 ordinanze di custodia cautelare in carcere e sei ai domiciliari e nove obblighi di dimora, nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla ‘ndrangheta. Il dato nuovo emerso dalle indagini é che soprattutto gli affiliati più giovani dialogavano attraverso messaggi cifrati sui social network. Si é scoperto così che «Cumps» era il termine con il quale gli affiliati alle cosche si chiamavano tra loro nei dialoghi sui social individuati dagli investigatori. «’Cumps’ - ha spiegato Francesco Rattà, dirigente della Squadra mobile di Reggio Calabria - é l’abbreviazione di ‘comparè, ‘sodalè, e segna il modo nuovo e più moderno per gli affiliati di intendere i loro rapporti nell’ambito dell’organizzazione criminale». La ‘ndrangheta, in sostanza, evolve, ma al contempo, ha fatto rilevare ancora Rattà, si affinano le modalità d’indagine degli investigatori.

L’inchiesta della Dda ha consentito di accertare l’appartenenza degli indagati alle diverse cosche di ‘ndrangheta operative nei centri di Brancaleone, Africo e Bruzzano Zeffirio, con particolare riferimento ai nuovi assetti organizzativi e ai ruoli rivestiti dai singoli affiliati. Assetti e ruoli rimodulati in seguito alla «pace» instauratasi tra i diversi gruppi criminali dopo la sanguinosa faida di Africo-Motticella, che aveva visto affermarsi i gruppi «Palamara-Scriva» e «Mollica-Morabito». Una tendenza alla rimodulazione degli assetti che era funzionale al controllo degli appalti pubblici e che ha trovato una specifica conferma nelle indagini che hanno interessato il territorio di Brancaleone, documentando come il processo di riorganizzazione abbia dato origine ad un «Banco nuovo», alla nascita cioé di un nuovo «locale» di ‘ndrangheta gestito con criteri più moderni e con la conseguente ridefinizione dei ruoli dei singoli affiliati.

Dalle indagini é emerso anche il totale assoggettamento dell’Amministrazione comunale di Brancaleone ai voleri delle cosche, che di fatto tenevano il Comune in ostaggio. Significativo, in questo senso, é quanto accadde il 10 luglio del 2014, giorno in cui i fratelli Annunziato e Giuseppe Alati, maggiorenti dell’omonimo gruppo criminale, fecero irruzione in una seduta della Giunta comunale per minacciare apertamente il sindaco e gli amministratori presenti e intimare loro di assegnare i lavori di manutenzione idrica in esclusiva allo stesso Annunziato Alati. Ed i motivi della mancata denuncia dei soprusi subiti da parte degli amministratori comunali sono da ricercare, secondo la Dda, nel sostegno politico che la Giunta in carica nel 2014, al suo secondo mandato consecutivo, aveva sempre avuto dagli Alati, ricompensati, soprattutto nel quinquennio precedente, con il sistematico affidamento dei lavori in somma urgenza.

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