7 anni e 2 mesi ad Antinori

7 anni e 2 mesi ad Antinori

02 Ottobre 2018

Con la sentenza di condanna a 7 anni e 2 mesi a carico del ginecologo Severino Antinori, nel processo con al centro un presunto prelievo forzato di ovuli ai danni di una giovane spagnola, i giudici hanno anche disposto la trasmissione degli atti in Procura per indagare su una presunta falsa testimonianza resa da un infermiere della clinica Matris nel corso del dibattimento.

L’infermiere, infatti, ha sostenuto, in sostanza, che la vittima del prelievo forzato di ovociti non venne legata sul lettino e non venne costretta a subire l’intervento. Nel novembre scorso, tra l’altro, il gip Luigi Gargiulo aveva disposto l’imputazione coatta per calunnia per la giovane spagnola, decisione seguita alla denuncia presentata dai difensori di Antinori, gli avvocati Carlo Taormina, Gabriele Vitiello e Tommaso Pietrocarlo. Contro questa decisione, però, che potrebbe dare vita ad un processo ‘parallelò in cui la vittima è imputata per calunnia, la Procura ha presentato ricorso in Cassazione.

Il gip Gargiulo, tra le altre cose, aveva chiesto proprio di sentire quell’infermiere (secondo il Tribunale, la sua versione ha profili di falsità) che lavorava alla Matris, perché «profondi sono i dubbi che lasciano gli atti di indagine sulla presunta sottrazione degli ovuli e sulla denunciata costrizione“ della spagnola «sul lettino della sala operatoria». (ANSA).

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