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05 Dicembre 2020

Carenza risorse influenza le liste d’attesa per accedere a cure

(ANSA) - ROMA, 17 MAG - I tagli al budget alla sanità effettuati negli ultimi anni pesano anche sulla cura dei tumori e preoccupano gli oncologi. Al punto che 7 su 10 si sono sentiti in difficoltà nella scelta della terapia. E’ quanto emerge da un’indagine illustrata oggi presso la Sala Zuccari del Senato durante la presentazione del 10/mo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici.

Realizzata dalla Federazione Italiana Delle Associazioni Di Volontariato In Oncologia (FAVO), l’indagine parte da domande che ogni oncologo nella propria carriera si è fatto almeno una volta. Ovvero «Quale è il trattamento migliore rispetto alle esigenze del malato, alle indicazioni scientifiche e alla disponibilità di risorse?» «Quali criteri di priorità tra diversi pazienti?». Dalle risposte ottenute attraverso un questionario somministrato a un campione di oncologi (con la collaborazione attiva di AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica), emerge che il 71% dei medici coinvolti si è sentito in difficoltà (almeno qualche volta nel 60% dei casi, spesso nell’11%) rispetto alle scelte da compiere in termini di trattamento terapeutico a causa del budget finanziario a disposizione. Quasi il 20% dei rispondenti afferma che le carenze di risorse finanziarie hanno inciso sulla somministrazione dei trattamenti terapeutici, ad esempio in termini di tempi di attesa, ed in qualche caso portando a rimandare il trattamento all’anno successivo, sulla base di una selezione dei pazienti in termini di priorità, come la comorbidità e l’età.

La seconda indagine, condotta con il supporto della Società Italiana di Chirurgia Oncologica (Sico), ha permesso di rilevare che più della metà dei chirurghi oncologi rispondenti (60,3%) si è trovato in difficoltà rispetto alle scelte da compiere in termini di impiego di tecnologie efficaci, in relazione al budget a disposizione. (ANSA).

(ANSA) - BARI, 17 MAG - «Duole constatare l’assenza di ogni riferimento alle politiche per il rilancio del Mezzogiorno nel ‘contrattò di governo giallo-verde. Eppure, i dati Istat sono eloquenti: da noi, si fatica addirittura a raggiungere i livelli economici pre-crisi. Orbene, la Lega con questa ‘svistà non tradisce il suo elettorato originario del Nord d’Italia. Ma il M5S, invece, ha raccolto il suo consenso prevalentemente nel meridione e, dunque, è una grave dimenticanza perché tradisce le aspettative di chi credeva in un cambiamento vero e possibile». Lo afferma in una nota il coordinatore regionale di Fi Puglia, il senatore Luigi Vitali.

«Certo, gli ultimi governi - aggiunge - hanno una responsabilità pesantissima, con un fallimento della dirigenza politica che ha determinato lo stallo economico dell’intero Paese ed in particolare del Mezzogiorno. Tuttavia, doveva essere un ‘contrattò per risolvere le maggiori criticità ed è evidente che il Sud sia assente dal vocabolario e dall’agenda politica di chi dallo stesso Sud ha avuto tantissimo in termini elettorali». (ANSA).

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