Fronda ‘brexiteers’ minaccia di affondare accordo con Ue

Londra - Theresa May si trova ad affrontare un nuovo ostacolo

Fronda ‘brexiteers’ minaccia di affondare accordo con Ue

21 Maggio 2020

di Mauro Toselli

Si ridimensiona, ma resta potenzialmente fatale per il governo di Theresa May, la fronda interna al Partito Conservatore dei ‘brexiteers’ ultrà pronti a silurare un eventuale accordo di divorzio fra Londra e Bruxelles basato sull’attuale linea negoziale ‘semi soft’ della premier. A scriverlo è oggi il Daily Telegraph, filo-Tory ed euroscettico.

Secondo uno dei falchi, Steve Baker, ex viceministro per la Brexit dimessosi nei mesi scorsi dall’esecutivo assieme a Boris Johnson e a David Davis contro la svolta meno ‘hard’avviata da May nella riunione estiva dei Chequers, al momento «resistono“ almeno 40 deputati irriducibili. Baker ammette che il loro numero s’è dimezzato rispetto alle sue stesse indicazioni di un mese fa, sulla scia delle «pressioni» della leadership e della moral suasion esercitata dalla premier nel recente congresso Tory di Birmingham. Ma comunque si tratta d’uno zoccolo duro determinante (salvo convergenze con l’opposizione laburista) per un’eventuale caduta del governo: visto che la maggioranza ai Comuni di May si regge su una decina di voti scarsi.

Secondo uno dei falchi, Steve Baker, ex viceministro per la Brexit dimessosi nei mesi scorsi dall’esecutivo assieme a Boris Johnson e a David Davis contro la svolta meno ‘hard’avviata da May nella riunione estiva dei Chequers, al momento «resistono“ almeno 40 deputati irriducibili. Baker ammette che il loro numero s’è dimezzato rispetto alle sue stesse indicazioni di un mese fa, sulla scia delle «pressioni» della leadership e della moral suasion esercitata dalla premier nel recente congresso Tory di Birmingham. Ma comunque si tratta d’uno zoccolo duro determinante (salvo convergenze con l’opposizione laburista) per un’eventuale caduta del governo: visto che la maggioranza ai Comuni di May si regge su una decina di voti scarsi. Secondo uno dei falchi, Steve Baker, ex viceministro per la Brexit dimessosi nei mesi scorsi dall’esecutivo assieme a Boris Johnson e a David Davis contro la svolta meno ‘hard’avviata da May nella riunione estiva dei Chequers, al momento «resistono“ almeno 40 deputati irriducibili. Baker ammette che il loro numero s’è dimezzato rispetto alle sue stesse indicazioni di un mese fa, sulla scia delle «pressioni» della leadership e della moral suasion esercitata dalla premier nel recente congresso Tory di Birmingham. Ma comunque si tratta d’uno zoccolo duro determinante (salvo convergenze con l’opposizione laburista) per un’eventuale caduta del governo: visto che la maggioranza ai Comuni di May si regge su una decina di voti scarsi.

Secondo uno dei falchi, Steve Baker, ex viceministro per la Brexit dimessosi nei mesi scorsi dall’esecutivo assieme a Boris Johnson e a David Davis contro la svolta meno ‘hard’avviata da May nella riunione estiva dei Chequers, al momento «resistono“ almeno 40 deputati irriducibili. Baker ammette che il loro numero s’è dimezzato rispetto alle sue stesse indicazioni di un mese fa, sulla scia delle «pressioni» della leadership e della moral suasion esercitata dalla premier nel recente congresso Tory di Birmingham. Ma comunque si tratta d’uno zoccolo duro determinante (salvo convergenze con l’opposizione laburista) per un’eventuale caduta del governo: visto che la maggioranza ai Comuni di May si regge su una decina di voti scarsi.

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