Si invecchia e occorrono infermieri

settore socio-sanitarioIl Cantone ha presentato uno studio e una strategia per i bisogni futuri

Si invecchia e occorrono infermieri

16 Maggio 2020

diNicola Mazzi

Il settore sociosanitario con i suoi 27mila lavoratori (il 12% degli occupati) è fondamentale in Ticino anche perché è il Cantone con il tasso di anziani più alto del Paese. Le persone con più di 65 anni sono il 22% della popolazione, rispetto a una media nazionale che si ferma al 18%.

E allora è necessario cercare di programmare il fabbisogno di personale sanitario e organizzare una strategia per il futuro. Per farlo il DSS e il DECS, in collaborazione con la SUPSI, hanno creato nel 2012 l’Osservatorio sulle formazioni e prospettive professionali. Ieri a Bellinzona sono stati presentati i risultati del periodo 2015-2017.

Nel 2040 il 31% sarà over 65

L’invecchiamento della popolazione è stato rilevato dal consigliere di Stato Paolo Beltraminelli. «Se pensiamo che nel 2040 le persone con più di 65 anni saranno il 31% della popolazione possiamo ben capire come sia necessaria una strategia globale che parta con la formazione del personale curante». Il responsabile del DSS ha evidenziato che i cambiamenti demografici richiedono un miglioramento della qualità, la differenziazione della presa a carico, la creazione di profili differenziati e un controllo dell’offerta sanitaria e dei relativi costi.

Quattro progetti

Sono 4 i progetti che l’Osservatorio sta portando avanti in questi anni per cercare di concretizzare la strategia.

La banca dati

Il primo lo ha spiegato Paolo Bianchi (direttore della Divisione della salute pubblica) e si tratta della creazione di una banca dati per elaborare il fabbisogno sanitario in futuro, attraverso la definizione di una serie di indicatori.

I risultati emersi dall’indagine evidenziano come negli ultimi 11 anni gli occupati nel settore siano cresciuti del 36% (rispetto a una crescita media del 22%). Alla fine del 2015 erano 26.797 gli occupati in Ticino. Di questi 3.539 erano frontalieri. Il loro aumento, nello stesso lasso di tempo, è stato del 63,4%.

Un secondo aspetto evidenziato dall’inchiesta riguarda il personale curante in ospedali e case anziani. I lavoratori in questo particolare settore sono 6.744 persone, di cui 1.817 frontalieri (negli ultimi 20 anni i lavoratori che risiedono oltre confine è raddoppiato).

Un terzo e un quarto elemento scaturito dallo studio concernono i senza lavoro e l’età del personale curante. In Ticino i disoccupati nel settore socio-assistenziali è solo del 2,1%. Mentre la permanenza in questo campo è bassa e stimata in 11-12 anni. Un periodo che si vuole prolungare.

Il rientro dopo il congedo

Due altri progetti sono stati illustrati dal direttore della SUPSI Franco Gervasoni. Da un lato si cerca una soluzione per far rientrare chi abbandona il lavoro (magari dopo una maternità). Basti pensare che quasi un infermiere su due lascia la professione prematuramente. Ecco perché si intende promuovere contratti di lavoro più vantaggiosi per chi desidera rientrare dopo un congedo prolungato, per esempio attraverso la creazione di una banca dati dei collaboratori.

Il nuovo Master

D’altro lato Gervasoni ha presentato il Master in cure infermieristiche che partirà in settembre con la partecipazione di 18-20 persone.

Gli incentivi

Un ultimo progetto riguarda il sistema degli incentivi ed è stato illustrato da Paolo Colombo (direttore della Divisione della formazione professionale). L’analisi di un gruppo di lavoro ha sottolineato come la costituzione di un fondo ad hoc per la formazione sanitaria e sociosanitaria non è la risposta adeguata. Migliore è l’implementazione di un sistema basato sugli incentivi per quelle aziende che accolgono persone in formazione e offrono posti di stage. Colombo ha riferito che nell’anno 2016-2017 sono state messe a disposizione 12mila settimane di stage. E tra il 2012 e il 2016 vi è stato un incremento di questa offerta importante sia nel settore pubblico (20%) sia in quello privato (40%).

I prossimi passi

Manuele Bertoli, responsabile del DECS, ha infine illustrato i prossimi passi: messa a punto dello studio sul fabbisogno di personale curante, rafforzamento del coordinamento di stage con la verifica di come attuare gli incentivi (un modello in questo senso sarà pronto per fine anno) e coordinazione dei vari percorsi formativi. Il tutto per far fronte a un settore in piena espansione e che anche in futuro offrirà molte possibilità formative e lavorative.

Multimedia