Covid-19

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16 Giugno 2020

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I critici tornano nei ristoranti ma cambiano le regole

Il coronavirus ha travolto anche il settore delle guide gastronomiche ma con i ristoranti che cominciano a riaprire in gran parte d’Europa i direttori di quelle più prestigiose si chiedono se debbano riprendere a mettere i voti e, soprattutto, come.

Per Gwendal Poullennec, alla guida della Michelin, il lavoro dei critici deve procedere come prima della pandemia. «Gli chef non hanno perso il loro talento durante il lockdown. Hanno inventato nuove ricette, creato nuovi piatti», spiega sottolineando che i suoi critici «non vedono l’ora di assaggiarli». Al momento ha riaperto solo il 13% dei ristoranti stellati dislocati in 32 Paesi. La decisione della Michelin di riprendere da dove si era lasciato è stata criticati da avversari ed esperti che giudicano la mossa ingenerosa verso chef che hanno già subito gravi perdite dalle chiusure forzate e adesso potrebbero perdere anche la tanto agognata stella.

La principale concorrente della Bibbia francese, la guida Gault & Millau, ha invece deciso di avere un approccio diverso e di aiutare i ristoranti più in crisi. Il direttore Jacques Bally ritiene che i suoi critici avranno il compito di includere nei loro giudizi le nuove distanziamndo in evidenza «ciò che è stato fattoerte. La guida di Bally darà inoltre spazio a quegli chef che hanno dimostrato una «coscienza sociale» durante la crisi e quelli che hanno sperimentato con il take-away o la cucina a casa dei clienti durante il lockdown. «La cucina post coronavirus - prevede il direttore di Gault & Millau - sarà meno pretenziosa. Più umile, a misura d’uomo, con ingredienti stagionali che arrivano da produttori locali». (ANSA-

AFP). Se confermato primo caso animale-uomo nel Paese

(ANSA) - ROMA, 20 MAG - Un olandese impiegato positivo al coronavirus potrebbe essere stato contagiato dai visoni dell’allevamento in cui lavorava. E’ l’ipotesi allo studio delle autorità dei Paesi Bassi che al momento la giudicano «plausibile». Se fosse confermato sarebbe il primo caso di trasmissione da animale all’uomo nel Paese. L’allevamento nel quale l’uomo era impiegato ed un altro, entrambi nel sud dell’Olanda, erano stati chiusi a fine aprile dopo la scoperta che alcuni degli esemplari erano risultati positivi al Covid-19.

I ricercatori hanno confrontato il codice genetico del virus trovato nei visoni con quello dell’uomo positivo e creato una sorta di «albero genealogiche» al fine di fare una mappa della mutazione del virus. Il risultato, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura olandese Carola Schouten in una lettera al Parlamento, «è che riteniamo plausibile che l’impiegato sia stato contagiato dai visoni». Di conseguenza il governo ha deciso di vietare in tutte le fattorie e gli allevamenti nei quali ci sono animali positivi al coronavirus.

Le autorità hanno comunque ribadito che il rischio di contagio da parte degli animali domestici resta basso. Nei Paesi Bassi il Covid ha ucciso oltre 5.715 persone e contagiato almeno 44.249. (ANSA-AFP).

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