27 Marzo 2025
Mario Rossi
L’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione della Regione Lazio «ha interrotto la riunione», con la Conferenza regionale sul dimensionamento scolastico 2025/2026, «per un rapido aggiornamento e al rientro ha comunicato chiusa la seduta, riservandosi di procedere con delibera in sede di Giunta regionale e appellandosi alla facoltà di esercitare il potere sostitutivo nei confronti delle Province/Città Metropolitana. Riteniamo tale fatto gravissimo, un atto antidemocratico». E’ quanto sostengono in una nota Flc Cgil, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief, dopo la Conferenza regionale sul dimensionamento scolastico che si è tenuta nei giorni scorsi all’Assessorato all’Istruzione e Formazione della Regione Lazio e da cui è emerso che ci sarà «una riduzione di 23 autonomie scolastiche».
Per le organizzazioni sindacali, quindi, «non è stato consentito alla Conferenza regionale di svolgere il ruolo istituzionale che le compete, benché consultivo, come espressamente previsto dall’Atto costitutivo della Conferenza regionale».
Nel corso dell’incontro, accusano i sindacati, «l’assessore all’Istruzione e Formazione della Regione Lazio ci ha comunicato che, come previsto dalle Linee guida sul dimensionamento scolastico, anche per questo anno scolastico ci sarà una riduzione di 23 autonomie scolastiche e ha invitato le Province a intervenire sulle proposte di accorpamento emerse dai singoli territori.
Dagli interventi delle Province e di Città Metropolitana sono emerse complessivamente 9 proposte di accorpamento nella nostra regione». Le organizzazioni sindacali sono, quindi, intervenute «sollecitando i rappresentanti della Regione e dell’Ufficio scolastico del Lazio a esprimere propri specifici pareri sia in merito alle proposte presentate dalle singole province, sia riguardo eventuali ulteriori misure che si intendano eventualmente adottare». Ma, evidenziano, su questa richiesta «non vi è stata alcuna risposta né dalla Regione, né dall’Ufficio scolastico del Lazio».
Le organizzazioni sindacali, «nel ribadire la netta contrarietà al provvedimento contenuto in Legge di Bilancio 2023», fanno sapere che «adotteranno in continuità con l’impegno dello scorso anno, tutte le necessarie iniziative con l’obiettivo che venga ristabilito il diritto a una piena consultazione della Conferenza e si dia con essa pieno ascolto alle istanze delle istituzioni scolastiche e dei territori».
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