Studio Università Milano e Roma su maxi-frana Valtellina

Studio Università Milano e Roma su maxi-frana Valtellina

16 Giugno 2020

Obiettivo prevenire catastrofe, in 25mila a rischio

(ANSA) - SONDRIO, 15 GIU - I ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca hanno effettuato esperimenti e osservazioni sulla maxi-frana di Spriana (Sondrio). L’obiettivo dello studio è di garantire la sicurezza delle persone e delle infrastrutture, in particolare dei circa 25 mila residenti della città di Sondrio sui quali da anni pende questa spada di Damocle, grazie a modelli di previsione del rischio più affidabili, contribuendo così a prevenire le catastrofi legate alle grandi frane in roccia. In collaborazione con Sapienza Università di Roma hanno studiato i meccanismi che regolano la transizione dell’attività delle frane da «lente a veloci», fornendo indicazioni che consentiranno di migliorare l’affidabilità dei modelli previsionali.

Il lavoro «Slow-to-fast transition of giant creeping rockslides modulated by undrained loading in basal shear zones», sostenuto da Fondazione Cariplo, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

«Il nostro lavoro sperimentale - spiega il professor Federico Agliardi, geologo del dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra (Disat) dell’Università di Milano-Bicocca -, riproducendo quantitativamente la risposta di una frana reale, fornisce chiare evidenze dei diversi meccanismi fisici che regolano la transizione «slow to fast» delle grandi frane e contribuisce a una migliore comprensione dei complessi fenomeni che governano l’instabilità e il potenziale collasso delle grandi frane. In questo modo sarà possibile migliorare i modelli e le metodologie di previsione per mitigare i rischi e garantire la sicurezza di persone ed infrastrutture».

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