ROMA Fitto cerca il dialogo con la Corte dei Conti

“Speriamo che l’approccio sia costruttivo”

“Speriamo che l’approccio sia costruttivo”

Piero Angela

I risultati delle elezioni amministrative «sono la conferma che in politica si vince al centro, con candidati moderati e competenti». Lo dice, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, che tiene a sottolineare «il contributo decisivo di Forza Italia, in particolare ad Ancona e a Brindisi, strappate al centrosinistra grazie a nostri candidati».

«Siamo partiti in anticipo con la campagna elettorale, io ero andato a inaugurare quella di Forza Italia: avevo visto teatri pieni e notato un entusiasmo inatteso, nonostante non fosse una nostra roccaforte, diciamo. C’è stata una rivoluzione culturale - sottolinea l’esponente di Fi -, una reazione al rischio di uno spostamento eccessivo a sinistra». Un effetto Schlein al contrario? «Ognuno farà la propria analisi, ma un Pd spostato sempre più a sinistra, a mio avviso, allontana molti elettori», risponde Tajani che sul caso di Vicenza, dove ha vinto il centrosinistra, ammette: «Lì qualcosa non ha funzionato, può succedere», definendo però il risultato come «una vittoria sporadica».

In merito allo scontro con i magistrati contabili sui controlli al Pnrr, il ministro afferma: «Io apprezzo i magistrati che lavorano in silenzio, facendo il loro dovere. Nello specifico, verificando se ci sono errori contabili, perché di quello si deve occupare la Corte dei conti, non di altro. L’ipotesi di una stretta sui controlli preventivi della Corte dei Conti, attesa con un emendamento del governo al decreto P.A che potrebbe concretizzarsi a breve, fa infuriare l’Associazione dei magistrati contabili, che chiamano in causa anche il principio di autonomia e indipendenza della magistratura, e accende il fuoco di fila dei partiti dell’opposizione che insorgono contro i possibili paletti in arrivo. I controlli sono giusti, i magistrati svolgono una funzione di garanzia, dopodiché ci aspettiamo un approccio costruttivo», ribadisce.

L’ipotesi di una stretta sui controlli preventivi della Corte dei Conti, attesa con un emendamento del governo al decreto P.A che potrebbe concretizzarsi a breve, fa infuriare l’Associazione dei magistrati contabili, che chiamano in causa anche il principio di autonomia e indipendenza della magistratura, e accende il fuoco di fila dei partiti dell’opposizione che insorgono contro i possibili paletti in arrivo.

Nodo del contendere è il cosiddetto ‘controllo concomitantè: si tratta di una funzione di allarme esercitata dalla Corte, che non giudica ma segnala inadempienze e arretramenti nella messa a punto del Pnrr. Una funzione che, ricordano i magistrati, era stata una richiesta precisa dell’Europa per quei Paesi che avessero a disposizione organi simili. Ma non è questo l’unico punto a preoccupare i magistrati che nella loro nota definiscono ‘inopinatà l’idea di una proroga fino 2025 dello scudo erariale, che rende contestabile il danno erariale solo in caso di dolo o inerzia, e non per colpa grave. Ma non è questo l’unico punto a preoccupare i magistrati che nella loro nota definiscono ‘inopinatà l’idea di una proroga fino 2025 dello scudo erariale, che rende contestabile il danno erariale solo in caso di dolo o inerzia, e non per colpa grave. «Ha aperto - è il parere dell’Associazione sul questa misura - uno spatium di impunità che va a vantaggio del funzionario infedele e di chiunque sperperi le risorse pubbliche».

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