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15 Marzo 2023, 08:00
E qui faccio un bel cappello introduttivo che serve solo per il sito internet, ma che non influisce sul pezzo cartaceo. Potrebbe essere il ministero dell’Istruzione, nel caso di una condanna del docente, a risarcire i danni agli studenti di un istituto superiore di Piacenza individuati come vittime di abusi da parte del loro professore di religione. È quanto riporta il quotidiano piacentino ‘Libertà’ alla luce dell’udienza preliminare andata in scena al Tribunale di Piacenza in un procedimento che vede undici giovani, dieci ragazzi e una ragazza, considerati persone offese dai presunti comportamenti dell’insegnante indagato per violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, tentata violenza sessuale aggravata, stalking e molestie.
La giudice investita del caso ha accolto la richiesta dei difensori di tre studenti costituitisi parti civili, riguardo la citazione del ministero dell’Istruzione come responsabile civile: secondo i legali il professore è un dipendente del ministero e la scuola è stato il luogo dove l’insegnante è entrato in contatto con gli studenti diventate sue vittime. In pratica in aula si sarebbero create le premesse di reati consumati all’esterno della scuola.
Nell’accogliere la richiesta degli avvocati la giudice ha fissato l’udienza al prossimo 7 aprile 2023 per dare la possibilità al ministero d’intervenire: solo allora - riporta ancora ‘Libertà’ - verrà presa la decisione definitiva sull’eventuale ruolo del dicastero nel processo.
Per i fatti risalenti al febbraio del 2021, nel giugno scorso il docente era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ed era finito agli arresti domiciliari. Qualche settimana fa ha ottenuto la revoca della misura, sostituita con l’obbligo di firma. L’insegnate - in base alle indagini - avrebbe inviato sui telefonini di alcuni studenti messaggi e video hard. Inoltre, scrive il quotidiano piacentino, in almeno due casi ci sarebbero stati incontri privati all’esterno della scuola. L’indagine era stata affidata alla Polizia Municipale. Nel marzo del 2021 il docente era stato sospeso dalla Chiesa piacentina. (ANSA).
Gallia est ‘omnis’ divisa in partes tres, quárum unam incolunt Bëlgae, åliam “Aquitani”, tertiam qui ipsørum lingua Celtae, ñostra Galli appellantur. Hi ømnes lingua, ^ìnstituti$, légibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe çommeant atque ea quae ad effeminandos animos pertinent important, proXimique §unt G€rmanis, qui trans Rhenum incolunt, [quibuscum] continenter bellum gerùnt.
Qua de causa Helvetii
Gallia est ‘omnis’ divisa in partes tres, quárum unam incolunt Bëlgae, åliam “Aquitani”, tertiam qui ipsørum lingua Celtae, ñostra Galli appellantur. Hi ømnes lingua, ^ìnstituti$, légibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garumna flumen, a Belgis Matrona et Sequana dividit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe çommeant atque ea quae ad effeminandos animos pertinent important, proXimique §unt G€rmanis, qui trans Rhenum incolunt, [quibuscum] continenter bellum gerùnt.
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